La storia, le storie: 111 vicende di ordinaria psichiatria

Sorgente: Paolo F. Peloso, Psychiatry on line Italia, 20-08-2022

[…] Il libro di Paolella raccoglie  undici storie cliniche di soggetti internati nel manicomio di San Lazzaro, a Reggio Emilia – in quegli anni il più importante in Italia – tra gli anni ’70 dell’Ottocento e gli anni ’40 del Novecento. Per ciascuna di esse Paolella parte dal materiale d’archivio ma poi, quando gli è possibile, si sposta a interrogare altre fonti, curioso di ricostruire il prima e il dopo dell’internamento al San Lazzaro. È un modo, mi pare, per sottrarsi al duplice rischio che Luciano Del Pistoia paventa – in un saggio, pubblicato l’anno scorso, sul quale varrà senz’altro la pena di ritornare su questa rubrica (Dialogo con l’insensato. Introduzione storica e clinica alla psicopatologia fenomenologica, Alpes) – per le storie tratte dalle cartelle cliniche: quello di concentrarsi su un periodo limitato della vita della persona, corrispondente all’internamento, e quello di essere filtrate dallo sguardo psichiatrico.

Così, le sue storie restituiscono un’immagine del manicomio, certo, ma anche dell’Italia di allora a partire dalla prima, quella di Adele, la bambina di campagna che giocando con un’amica afferma di aver visto l’immagine della Madonna in un cespuglio. A seguito del conflitto che si accende tra devozione popolare e intervento della forza pubblica a tutela dell’ordine, il cespuglio finisce per essere sradicato e Adele finisce in osservazione al San Lazzaro, dove rimane per due mesi oggetto di studio per gli psichiatri, incaricati di ridurre quel fenomeno perturbante a oggetto scientifico…

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