https://www.theguardian.com/science/blog/2018/may/29/why-thousands-of-ai-researchers-are-boycotting-the-new-nature-journal

L’argomento principale dei sostenitori dell’open access è che le ricerche già pagate dai contribuenti vengono pagate una seconda volta dalle biblioteche universitarie. Vero. Ma l’argomento così formulato è debole. Le riviste open access richiedono tempo per essere preparate e diffuse, ogni autore se vuole pubblicare i propri lavori autonomamente deve occuparsi del suo blog, o cercare una rivista, insomma farsi un po’ editore. Questo è quello che fanno sempre più spesso le biblioteche. Si trasformano in editori dei contenuti delle istituzioni di ricerca a cui appartegono con un impegno di spesa che non è quello per la ricerca, ma è proprio qualcosa destinato a un’attività industriale. Purtroppo anche un mondo fatto di web e telecomunicazioni, intelligenza artificiale e machine learning, è costretto a fare i conti con la realtà dell’economia aziendale.

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